
Proposta di matrimonio o bomba da disinnescare?
Disinnescare un ordigno sembra molto più facile che fare una proposta di matrimonio.
E disinnescare la rabbia di Donovan per essere stato costretto a salire su un aereo? È ancora più difficile che neutralizzare la suddetta bomba.
A Jon tutte queste incognite non vanno molto a genio.
Davvero è così difficile fare una proposta di matrimonio?

Hi readers Sale e Pepe
Oggi vi parlo del libro “Jon e lo scioccante guaio della bomba micidiale”, quarto volume della Serie Jon‘s Mysteries.
In poco tempo sono passata da un sensitivo all’altro, da Rain di S.E. Harmon a Jon, di AJ Sherwood.
Due medium totalmente diversi per il loro approccio, sia con i loro doni che con la vita in generale, ma anche molto simili nei sentimenti che suscitano in me: curiosità, piacere e divertimento.
Purtroppo però, questo volume della serie Jon’s Mysteries non mi ha conquistata come i precedenti.
Ci ho messo un po’ per finirlo, perché la storia non mi aveva presa così tanto.
In breve, e senza spoiler, i due sono costretti a volare a Las Vegas per aiutare con una bomba. A causa della capacità di Jon di neutralizzare le cose elettriche (aerei compresi, quindi capirete che volarci non è una passeggiata) può disinnescare la bomba senza neanche toccarla.
L’intero sviluppo relativo al “caso bomba micidiale” mi è sembrato un po’ insipido, come se mancasse qualcosa. Ho trovato prevedibile come sarebbe andata a finire, il momento più “intrigante” è l’intervento di un nuovo sensitivo e la sua interazione con Jon, che ho invece apprezzato parecchio.
Ma, al di là di questo, leggevo senza particolare interesse nello scoprire il colpevole e le sue motivazioni. La mia attenzione quindi, non è stata mantenuta dal caso poliziesco, ma, purtroppo, neanche fino in fondo dalla parte romance, anche se l’ho trovata dolce e romantica.
I due stanno insieme da pochissimo, sono molto innamorati, ma la loro è una relazione ancora nuova e questo porta ad alcuni litigi. Uno di questi, il più grosso che abbiano mai avuto a quanto pare, è il protagonista della prima parte del romanzo.
Onestamente mi è sembrato tutto un po’ esagerato, senza una vera motivazione. Tutto poteva risolversi prima e diversamente e questo non ha fatto che diminuire o comunque non aiutare la mia attrazione verso questa lettura.
Pur essendo un mystery/giallo non ha quel sottile filo di inquietudine che caratterizza questo genere e anche la parte romance è troppo “smielata” per i miei gusti.
Tutto va liscio, le persone, la famiglia sono gentili, amichevoli, disponibili e amorevoli. Io, invece cercavo, desideravo, un po’ di vera tensione, non importa che derivasse dalla trama o dalla loro relazione.
Ho avuto la sensazione che l’autrice non abbia sfruttato al meglio il meraviglioso mondo e i personaggi che ha creato, che trovo sempre bellissimi.
Insomma, non mi ha convinta, andrò avanti col prossimo volume, ma questo per me è Nì.




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