In tempo di guerra, il coraggio è l’unica arma possibile. Urbino, 1940. Mentre i fascisti marciano attraverso le piazze acciottolate e oltre gli edifici in pietra della sua amata città, le peggiori paure della ventenne Devora diventano realtà. Insieme ai suoi genitori ebrei e ai fratellini gemelli, viene strappata da tutto ciò che ama e mandata in un campo di internamento in Toscana. Quando il suo amico d’infanzia Luigi offre loro una miracolosa possibilità di fuga, non se lo fanno ripetere due volte. Devora, però, è costretta a fare una scelta straziante che la separerà dai propri cari. Lontana dagli affetti, senza sapere se siano vivi o morti, a Devora non resta che unirsi assieme a Luigi alla Resistenza italiana e alla lotta per la libertà. Fingendosi una cameriera, va a servizio da un comandante tedesco nella speranza di raccogliere informazioni segrete e preziose. Un giorno, però, origlia una conversazione che potrebbe cambiare ogni cosa… Devora è più in pericolo che mai? E la sua famiglia sarà mai riunita o la guerra li dividerà per sempre? Una ragazza divisa tra l’amore per i propri cari e il senso del dovere in un’Italia devastata dalla guerra.
Tre amici, Devora, Enrico e Luigi, una guerra, la stessa, la più grande, quella che travolto tutti e ha sconvolto il mondo, Italia, Urbino.
Un libro che parla di noi, molto spesso i libri che parlano della Seconda guerra mondiale sono ambientati in Polonia, Germania, Francia; questa volta è l’Italia che fa da scenario a questa storia, precisamente Urbino.
Vedremo gli effetti delle leggi razziali sugli ebrei italiani, il loro stupore e incredulità di fronte a queste insensate leggi.
Tre amici si ritroveranno a combattere una guerra sotto fronti differenti, alcuni da “carnefici”, altri da vittime. Devora, l’unica ebrea del gruppo, si vedrà privata della famiglia, Enrico si arruola nell’esercito, Luigi cercherà ad ogni modo di salvare Devora e la sua famiglia, ponendosi contro tutto e tutti.
Non è la classica storia d’amore, è una storia di salvezza, di resilienza, di reazione di fronte a una guerra che non lascia scampo.
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