Skylar Ellen Crosby è una tipica rossa: appassionata, senza peli sulla lingua e con un caratterino difficile da gestire. Alla fine del suo terzo anno di legge ad Harvard, tutto ciò che vuole è capire i suoi prossimi passi; quelli che si spera includeranno un lavoro, un appartamento e abbastanza soldi per aiutare il padre a smettere di mettersi nei guai. Per questo non ha spazio nella sua vita per il romanticismo, specialmente per quello che potrebbe spezzarle il cuore. Ma in una notte buia e nevosa, quando è bloccata nel salotto del noto CEO della Sterling Ventures e uno dei migliori avvocati di Boston, tutti quei confini che si era autoimposta stanno per essere abbattuti.
Libro non autoconclusivo che mi ha tenuta incollata alle pagine, 500 per essere precisi, per ben oltre quattro ore di lettura.
Lei rossa tutto pepe, lui Ceo integerrimo e lavoratore stacanovista, bello e ricco (e il che non guasta di certo).
Quindi il bello c’è, con problemi da risolvere, e molti aggiungerei io, la nostra protagonista senza peli sulla lingua che lo farà penare, e non poco, in una Boston che a parte la facciata di caotica e ricca città, nasconde la sua vena losca. La coppia ci porterà anche nei bassifondi di New York, a svelare puntate vincenti alle corse e la malavita newyorkese.
La coppia non ci abituerà di certo a una storia romantica senza suspense, anzi, l’adrenalina e i colpi di scena saranno un susseguirsi piacevole e mai stancante, ma scordatevi fiori e cioccolatini: Skylar non vuole essere comprata.
Divoreremo letteralmente le pagine e quando alla fine ci ritroveremo con mille dilemmi da risolvere e quel to be continued… vorremmo solo rapire l’autrice e farci svelare il finale.
L’unico pov è quello femminile, che penalizza un po’ la lettura ma, diciamolo, Skylar è così “invadente” che il pov maschile sarebbe stato solo un peso.
Io voglio il mio Brandon e voi?
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